chirurgia oncologica: neoplasie ghiandole salivari

Neoplasie ghiandole salivari
chirurgia oncologica

Neoplasie ghiandole salivari

Introduzione:
• E’ un tumore che origina nelle ghiandole salivari, gli organi che producono la saliva.
• Incidenza bassa, rappresentando ca 0,2-1 % di tutti i tumori
• 80% ha sede nella ghiandola parotide, 10% nella sottomandibolare e il 10% a carico delle ghiandole sottolinguali e minori del cavo orale
• ampia varietà istopatologica
• eziopatogenesi tuttora sconosciuta: non esistono cause dirette

Sintomatologia
• tumefazione palpabile a carico delle ghiandole salivari maggiori o sintomatologia legata alla sede di presentazione per quanto riguarda le ghiandole salivari minori.

Diagnosi
• Anamnesi accurata: tempo e velocità di crescita, segni e sintomi riferiti/osservati.
• Esame obiettivo con palpazione delle sedi ghiandolari e della regione laterocervicale
• Esame citologico con ago sottile (FNAB) su guida ecografica permette diagnosi corretta nel 95% dei casi.
• Approfondimento diagnostico con TC/RMN con e senza MDC per studiare estensione della neoformazione e rapporti con strutture contigue (soprattutto per i tumori maligni o per quelle neoplasie molto estese).

Principi di terapia
• Ruolo principale ha la CHIRURGIA
• Diverse tipologie di intervento: enucleazione, enucloresezione, parotidectomia superficiale o parotidectomia totale, diversi interventi per diverse tipologia di neoformazioni
• Rapporti tra ghiandola parotide e il nervo facciale (nervo responsabile della otilità della muscolatura mimica dell’emivolto corrispondente): nel caso di tumori benigni il nervo viene conservato, diverso è il caso dei tumori maligni dove il nervo deve essere sacrificato a favore di una radicalità oncologica e in tal caso valutare possibile innesto nervoso.

Neoplasie più frequenti
• Adenoma pleomorfo: tumore più frequente nelle ghiandole salivari, più frequente tra i 30-50 anni e nel sesso femminile, tumore benigno con una tendenza spiccata alla recidiva se non asportato completamente. Clinicamente si presenta come una massa ben circoscritta mobile, a margini ben definiti. Colpisce più frequentemente la parotide e secondariamente le ghiandole salivari minori del palato ed è a lenta crescita. Intervento di elezione è la parotidectomia superficiale o totale con conservazione del nervo facciale. Non indicata la resezione/enucleo resezione per elevato tasso di recidiva del tumore.
• Cistoadenolinfoma o tumore di Whartin: tumore benigno a localizzazione esclusivamente parotidea. Tipico dell’età avanzata. Clinicamente si presenta come una massa duro-elastica, indolente a lenta crescita. Terapia chirurgica con enucleo resezione o parotidectomia superficiale sempre evidenziando il nervo facciale.
• Carcinoma muco epidermoide: tumore maligno più frequente delle ghiandole salivari (colpisce ugualmente la parotide come le salivari minori). Tumore delle ghiandole salivari più frequente in età avanzata. Clinicamente massa adesa e poco mobile, consistenza dura. Diverso grado di aggressività: basso, medio e alto grado di malignità. La percentuale di deficit di funzione del nervo facciale e di metastasi linfonodali sarà tanto maggiore quanto è alto il grado di malignità. Il trattamento chirurgico può prevedere la conservazione del nervo facciale nelle forme a basso grado di malignità, mentre il sacrificio del nervo facciale è certo nelle forme ad medio e alto grado di malignità, così come lo svuotamento linfonodale laterocervicale per l’elevato tasso di metastasi linfonodali. La radioterapia risulta essere efficace nel controllo loco regionale della malattia nelle forme a medio e alto grado di malignità.
• Carcinoma adenoidocistico: Secondo tumore maligno più frequente della parotide. Ha la frequenza più elevata nelle ghiandole sottolinguali e nelle ghiandole salivari minori del palato. Più frequente in età avanzata. Tendenza alla infiltrazione locale anche nervosa ma non da metastasi linfonodali ma bensì metastasi a distanza a livello di polmoni, fegato, ossa e encefalo. Prognosi spesso infausta. Clinicamente neoformazione dura, di vecchia data, può dare paralisi del nervo facciale e questo rappresenta un segno di malignità. La terapia chirurgica prevede la parotidectomia totale con conservazione del nervo facciale a patto di una corretta radicalità oncologica.

Parotidectomia superficiale/totale
Ricovero di 3-4gg, intervento in anestesia generale, accesso chirurgico tipo lifting con estensione alla regione retro auricolare per mascherare meglio la cicatrice. Il decorso postoperatorio è senza particolari problemi, presenza di un drenaggio postoperatorio per evitare la formazione di un ematoma per ca 2-3gg.

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