traumatologia: fratture

Fratture
traumatologia

Fratture

Fratture della mandibola

Le fratture della mandibola possono riguardare le seguenti sedi: condilo, angolo, corpo, sinfisi e parasinfisi, ramo, processo dento-alveolare, coronoide.

Diagnosi
I segni delle fratture mandibolari si evidenziano con l’ispezione, la palpazione e con prove di funzionalità dell’occlusione dentaria.
I segni più frequenti sono tumefazione, dolore, riduzione dei movimenti mandibolari, perdita dell’occlusione dentaria.
I principali esami radiografici da eseguire sono: Ortopantomografia dei mascellari e TC in scansioni assiali e coronali con ricostruzione 3D della mandibola.

Terapia
Le fasi del trattamento comuni ad ogni frattura sono la riduzione, ovvero il ripristino della corretta posizione spaziale dei monconi fratturati, e la sua stabilizzazione con placche e viti in titanio. Nell’immediato post-operatorio, segue una terapia riabilitativa per ripristinare e mantenere una corretta funzione occlusale, soprattutto nelle fratture del condilo mandibolare

Fratture del mascellare superiore

Le fratture del mascellare superiore sono suddivise in fratture di Le Fort I, Le Fort II, Le Fort III, fratture sagittali del palato e fratture dento-alveolari.

Diagnosi
I segni più frequenti delle fratture del mascellare superiore sono edema, ecchimosi, perdita dell’occlusione dentaria, epistassi.
I principali esami radiografici da eseguire sono: TC in scansioni assiali e coronali con ricostruzione 3D del mascellare superiore, Ortopantomografia dei mascellari nel caso di fratture dento-alveolari.

Terapia
Le fasi del trattamento comuni ad ogni frattura sono la riduzione, ovvero il ripristino della corretta posizione spaziale dei monconi fratturati, e la sua stabilizzazione con placche e viti in titanio.

Fratture dello zigomo

La classica frattura dello zigomo è quella tripodica poiché interessa le suture fronto-nasale, temporo-zigomatica e maxillo-malare.
Diagnosi
I segni più frequenti sono edema ed ecchimosi periorbitaria, asimmetria dei pomelli zigomatici, gradini o discontinuità ossee, ipoestesia della II branca trigeminale (palpebra inferiore, ala nasale, emilabbro), riduzione dei movimenti mandibolari. I segni di un coinvolgimento orbitario sono enoftalmo e diplopia.
Il principale esame radiografico da eseguire è la TC in scansioni assiali e coronali con ricostruzione 3D delle orbite e dell’arco zigomatico.
Terapia
Le fasi del trattamento comuni ad ogni frattura sono la riduzione, ovvero il ripristino della corretta posizione spaziale dei monconi fratturati, e la sua stabilizzazione con placche e viti in titanio.

Fratture dell'orbita

Le fratture delle pareti orbitarie possono essere isolate o più frequentemente coinvolgere altre strutture (zigomo, naso, etmoide).
In rapporto alla localizzazione le fratture dell’orbita si distinguono in fratture di pavimento, parete mediale, parete laterale, tetto. In rapporto al meccanismo patogenetico le fratture dell’orbita possono essere distinte in tipo blow-out o blow-in, rispettivamente a scoppio esterno o interno dell’orbita.
Diagnosi
I segni più frequenti sono edema ed ematoma periorbitario con ecchimosi congiuntivale, enoftalmo, diplopia generalmente nello sguardo verso l’alto, ipoestesia della II branca trigeminale (palpebra inferiore, ala nasale, emilabbro).
Il principale esame radiografico da eseguire è la TC in scansioni assiali e coronali con ricostruzione 3D delle orbite.
Terapia
Le fasi del trattamento comuni ad ogni frattura sono la riduzione, ovvero il ripristino della corretta posizione spaziale dei monconi fratturati, e la sua stabilizzazione con placche e viti in titanio.
Contestualmente alla riduzione vengono liberati i tessuti bulbari eventualmente incarcerati. Spesso vengono utilizzati innesti di materiale alloplastico o di osso autologo nelle fratture del pavimento dell’orbita.

Fratture della piramide nasale

Le fratture della piramide nasale sono le più frequenti tra le fratture facciali. Possono verificarsi isolatamente o coinvolgere le altre ossa del III medio.
In rapporto alla sede distinguiamo fratture delle ossa nasali e/o del setto.
Diagnosi
I segni più frequenti sono epistassi, infossamento e/o deviazione laterale della piramide, disturbi funzionali con difficoltà alla respirazione.
Nelle fratture isolate per la diagnosi sono sufficienti indagini tradizionali (Rx ossa nasali), mentre per quelle che coinvolgono anche le ossa del III medio il principale esame radiografico da eseguire è la TC in scansioni assiali e coronali con ricostruzione 3D.
Terapia
Le fasi del trattamento comuni ad ogni frattura sono la riduzione, ovvero il ripristino della corretta posizione spaziale dei monconi fratturati, e la sua stabilizzazione con doccia nasale e tamponamento nasale anteriore.

Fratture del frontale

La regione fronto-basale è costituita dall’osso frontale e dal tetto orbitario. I traumi di questa regione sono di solita ad alta energia.
Le fratture del frontale possono coinvolgere il seno frontale e/o il tetto dell’orbita
Diagnosi
I segni più frequenti sono edema ed ecchimosi periorbitaria talvolta associati a ptosi palpebrale. Alterazione della morfologia del III superiore della faccia. Lacerazione dei tessuti molli. Esoftalmo e pneumo-orbita. Pneumoencefalo e fistole liquor. Sindrome della fessura orbitaria superiore (paralisi III, IV, VI nervo cranico). Sindrome dell’apice orbitario (perdita cuta del visus).
Il principale esame radiografico da eseguire è la TC in scansioni assiali e coronali con ricostruzione 3D della regione fronto-orbitaria.
Terapia
Le fasi del trattamento comuni ad ogni frattura sono la riduzione, ovvero il ripristino della corretta posizione spaziale dei monconi fratturati, e la sua stabilizzazione con placche e viti in titanio. Talvolta sono necessari innesti di osso per ripristinare la morfologia frontale.
Nelle frattura con coinvolgimento della parete posteriore del seno frontale si esegue una cranializzazione del seno stesso.

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