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Labiopalatoschisi

LABIOPALATOSCHISI

Chirurgia malformativa

La schisi del labbro (labioschisi) e la schisi del palato (palatoschisi) sono, rispettivamente, mancate saldature del labbro o del palato, i quali normalmente si fondono durante le prime settimane di gravidanza. Una labioschisi può variare da una leggera incisione sul vermiglio (porzione rossa delle labbra) a una completa separazione del labbro.

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Labiopalatoschisi prima e dopo

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LA SCHISI DEL LABBRO E DEL PALATO IN FORMATO PDF

La labioschisi può colpire una sola o entrambi i lati del labbro superiore, con vari livelli di gravità. Se colpisce un solo lato, è denominata labioschisi monolaterale o unilaterale; se colpisce entrambi i lati, è denominata labioschisi bilaterale. La schisi del labbro può spesso associarsi alla schisi del palato, nelle sue varie porzioni: la parte anteriore, ossea, è definita palato duro, e la parte posteriore, priva di osso, è definita palato molle e si muove durante la fonazione per azione di specifici muscoli.

Diagnosi: Durante le visite ecografiche in corso di gravidanza, a partire dalla 12° settimana è possibile che venga effettuata la diagnosi prenatale di labiopalatoschisi.

Trattamento: Obiettivo della chirurgia del labbro e del naso è riparare l’area di schisi nel modo più estetico e funzionale. Il bambino avrà così un aspetto armonico. Scopo della chirurgia del palato è chiudere l’area di schisi così che il palato possa funzionare normalmente durante la suzione e il linguaggio: il tutto ostacolando il meno possibile la crescita dello scheletro facciale.

La riparazione viene effettuata in due tempi successivi. A seconda dell’ampiezza della schisi vengono applicati due procedimenti diversi.

Labio-schisi isolate e delle palato-schisi

In questi casi solitamente è sufficiente un solo intervento. Per il labbro s’interviene intorno ai 6 mesi. I tempi d’intervento sono assolutamente indicativi perché possono subire variazioni anche in relazione al bambino stesso.

Trattamento delle labio-palato-schisi complete, mono- e bilaterali.

Nelle forme più ampie o bilaterali, attorno ai 6 mesi, il bambino che ha raggiunto un peso stabile, sottoposto inoltre a uno screening per altri possibili problemi di salute e si è rivelato non soggetto a eventuali rischi anestesiologici, viene sottoposto ad un intervento di correzione del labbro e del naso e di chiusura del palato molle. Nei casi in cui si possa già da questo primo intervento chiudere anche il palato duro questo verrà riparato unitamente al palato molle, al labbro e al naso nel corso dello stesso intervento.

In questi casi l’alveolo, cioè la zona ove cresceranno i denti, sarà riparato attorno ai 6-8 anni con un innesto osseo. Nei casi invece in cui sia stato lasciato aperto il palato duro, con un secondo intervento, attorno ai 18/36 mesi, si ripareranno il palato duro e l’alveolo (gengivoalveoloplastica), in tal caso senza necessità di un successivo intervento di innesto osseo. In una ridotta percentuale di bambini, attorno ai 4-5 anni, su indicazione del logopedista può essere necessario un ulteriore intervento per migliorare la fonazione.

Correzioni successive del labbro, del naso, del setto nasale e di un eventuale iposviluppo del mascellare possono essere necessarie o in epoca prescolare (se molto gravi) o quando il bambino avrà superato la pubertà.