Dott.re Giuseppe Spinelli

Neoformazioni cistiche

INTRODUZIONE NEOFORMAZIONI CISTICHE

Chirurgia oncologica

Le neoformazioni cistiche del cavo orale possono essere classificate come segue:

CISTI ODONTOGENE:
A) Cisti odontogene non infiammatorie: (cisti gengivali, cisti parodontale, cisti dentigera, cheratocisti odontogena, cisti odontogena calcificante);
B) Cisti odontogene infiammatorie: (cisti radicolare, cisti residua, cisti parodontale laterale infiammatoria, cisti paradentale).
Sono caratterizzate da specifiche marcatori odontogeni, somiglianze istologiche con strutture odontogene e considerazioni anatomiche. Queste derivano dai tessuti che producono i denti; in alternativa, originano dai resti dell’epitelio della lamina dentale intrappolati all’interno dei resti epiteliali denominati gengivali di “Serres”, ovvero i resti epiteliali del “Malassez”. Questi due tipi di residui embriologici possono generare due diversi tipi di cisti dentali. Dai resti di Serres prende origine il parodiato cisti, e l’ortocheratocisti, che è un tipo più aggressivo di cisti con una variante neoplastica. Dai residui di Malassez origina la cisti radicolare infiammatoria, pare abbia una predisposizione genetica.

CISTI NON-ODONTOGENE:
cisti nasopalatina, cisti mediana mandibolare, cisti nasoalveolare e Pseudocisti: (cisti ossea solitaria, cisti aneurismatica, cisti di Stafne).
Comprendono le cisti che originano da aree o organi specifici della cavità orale come salivare cisti, dotto naso-palatino/cisti medio-palatini e naso-labiali cisti. In questo gruppo sono incluse anche alcune cisti, che sono onnipresenti nel corpo, come cisti dermoidi, linfoepiteliali cisti e cisti ossee aneurismatiche.

SINTOMI

Nella maggior parte dei casi le cisti sono asintomatiche, a meno che non si infettino o che determinino una deformazione delle ossa mascellari. Solitamente non provocano erosione delle radici dentarie ma spesso sono associate ad uno spostamento di queste. Qualora vi sia un’erosione delle radici si devono sospettare lesioni di origine neoplastica.
Così come deve essere guardata con sospetto un’alterazione della sensibilità delle branche del nervo trigemino.

DIAGNOSI

Le cisti dei mascellari sono lesioni caratterizzate da una cavità ripiena di liquido rivestita da una parete interna epiteliale e da un rivestimento esterno connettivale.
Sono valutabili radiologicamente tramite OPT (ortopantomogramma delle arcate dentarie) oppure tramite TC (tomografia computerizzata).
Radiologicamente si presentano sotto forma di aree radiotrasparenti con margini netti e con tipico orletto sclerotico più radiopaco dovuto ad una reazione ossea alla periferia della lesione (osteite condensante).
Le cisti possono essere uni- o multiloculate.

TERAPIA

Il trattamento di elezione è chirurgico.
L’indicazione chirurgica deve essere preceduta da valutazione odontoiatrica degli elementi dentari coinvolti (quando presenti).
La rimozione della neoformazione cistica può generalmente essere eseguita in regime ambulatoriale in anestesia locale. Si consiglia la sedo-analgesia in sala operatoria in presenza di un medico anestesista quando la neoformazione è molto grande oppure su diretta richiesta del paziente stesso.
La terapia prevede la completa rimozione della neoformazione ed il suo invio per esame istologico definitivo in modo da avere conferma della sua natura. La rimozione della neoformazione cistica potrebbe prevedere anche la rimozione di alcuni o tutti gli elementi dentari coinvolti perché spesso rappresentano la causa della nascita della neoformazione cistica stessa.

E’ importante affidarsi ad un chirurgi esperto per ottenere il trattamento più adatto alle proprie esigenze e preservare, quando possibile, le strutture pascolo-nervose limitrofe la neoformazione.

POST-INTERVENTO

Il trattamento chirurgico non è scevro da potenziali complicanze locali e più raramente sistemiche, per questo motivo è fortemente raccomandato di seguire le raccomandazioni post-operatorie che vengono sempre rilasciate scritte dal chirurgico il giorno stesso dell’intervento ed eseguire i controlli ambulatoriali previsti, compresi di controlli radiologici nelle settimane successive.

Tra le complicanze merita di essere ricordata la potenziale recidiva, ovvero il ripresentarsi della neoformazione cistica, soprattutto quando la primaria presenta una natura multi-lobulata e il paziente ha una storia di infezioni locali e ritardo diagnostico.La recidiva delle cisti è comunque possibile.