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Osteonecrosi da bifosfonati

OSTEONECROSI DA BIFOSFONATI

Chirurgia orale

I bifosfonati sono farmaci utilizzati con relativa frequenza in varie forme cliniche, in particolare nel trattamento dell’osteoporosi. L’uso per via endovenosa di alcuni bifosfonati con azione particolarmente potente è inoltre indicato nel trattamento delle lesioni ossee metastatiche o delle localizzazioni ossee del mieloma e nell’ipercalcemia secondaria a neoplasie maligne.

L’obiettivo delle terapia con bifosfonati è l’inibizione dell’attività osteoclastica con conseguente rafforzamento dell’osso trabecolare.

In soggetti sottoposti a terapia endovenosa con questo tipo di farmaci è stata rilevata un’incidenza, non ancora ben definita, di osteonecrosi a carico dei mascellari. Dal 2003 in letteratura sono apparse numerose segnalazioni su una relazione tra terapia endovenosa con bifosfonati e quadri di osteonecrosi a carico delle ossa mascellari (Wang et al 2003). La sede maggiormente colpita è la mandibola (60%), rispetto alla mascella (40%) e vede chiamato in causa nel 40% dei casi lo zoledronato seguito dal pamidronato nel 30% (Woo SB, Hellstein JW, Kalmar JR. Narrat. Ann Intern Med 2006).

Nei soggetti che assumono bifosfonati per e.v. l’incidenza di osteonecrosi va dall’ 1% al 10% e il rischio di sviluppare necrosi dell’ osso diventa consistente dopo 12 mesi di terapia (Durie BG, Katz M, N Engl J Med 2005).

La sintomatologia consiste in dolore e conseguente inabilità alla masticazione e alla deglutizione, ascessi orali e/o cutanei, di pus e parestesie. Il tipico quadro clinico si presenta come un focolaio singolo o multiplo di esposizione ossea, fistola senza esposizione ossea, ascesso cutaneo e/o orale ricoperto da mucosa eritematosa, trisma, sinusite mascellare, alitosi. Da questo problema estremamente attuale è stato istituito un gruppo di studio di esperti specializzati dell’ azienda ospedaliera Careggi che si propone di effettuare studi epidemiologici sia retrospettivi che prospettici al fine di sviluppare una coscienza critica sia nel mondo degli odontoiatri che nel mondo dei medici di base. Il Dott. Giuseppe Spinelli offre il suo contributo nel suddetto studio in quanto medico specializzato in chirurgia maxillo facciale.

L’approccio proposto dal Dott. Giuseppe Spinelli nei confronti della necrosi ossea da bifosfonati è elettivamente chirurgico.

In relazione all’estensione della lesione e al performance status dei pazienti possiamo avere diversi tipi di chirurgia:

  • Curettage alveolare
  • Resezione mandibolare
  • Resezione mandibolare e ricostruzione con lembo libero di fibula.
RESEZIONE ALVEOLARE

Si può eseguire sia in anestesia totale che in sedazione cosciente.

L’intervento ha una durata complessiva di 40 minuti.

Si esegue un accesso intraorale e si rimuove il tessuto necrotico estendendoci almeno 1,5 cm in tessuto sano mantenendo l’integrità dell’arco mandibolare.

Esami richiesti: TC, OPT.

RESEZIONE PARZIALE MANDIBOLARE SENZA RICOSTRUZIONE

Si esegue in anestesia totale.

L’intervento ha una durata complessiva di…1,5 H…

Si può eseguire sia un accesso intraorale che extraorale e si rimuove il tessuto necrotico estendendoci almeno 1,5 cm in tessuto sano andando ad interrompere la continuità dell’arco mandibolare.

Esami richiesti: TC, OPT.

RESEZIONE MANDIBOLARE E RICOSTRUZIONE CON LEMBO LIBERO DI FIBULA

Si esegue in anestesia totale.

L’intervento ha una durata complessiva di 5-7 H.

Questo intervento è una valida proposta terapeutica in quei pazienti con un buon performance status in remissione di malattia.

L’intervento si articola nelle seguenti fasi:

  • Resezione mandibolare con accesso extraorale estendendoci in tessuto sano per almeno 1,5 cm dalla lesione.
  • Dissezione della Fibula con un approccio laterale e isolamento del lembo libero con peduncolo vascolare.
  • Modellamento del lembo.
  • Posizionamento del lembo nel sito ricevente e sua rivascolarizzazione con anastomosi ai rami della carotide esterna.

Esami richiesti: TC, OPT, PET e ECODOPPLER.